HomeNews localiBariUn sabato in corsia a Neonatologia del Policlinico Bari, Italia?

Un sabato in corsia a Neonatologia del Policlinico Bari, Italia?

Il professor Nicola Laforgia, direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Bari, già assessore alle Culture del Comune di Bari, ha raccontato con un’ammirevole esposizione narrativa in un bel pezzo denso di particolari, degno dei migliori scrittori, una delle sue tante giornate vissute in corsia. Come fa tutti i giorni: da anni si dedica alla cura dei neonati del Policlinico, nel Reparto dove passano non solo tutti i nuovi nati del più grande ospedale  pugliese, ma dove giungono- purtroppo – quelli più gravi venuti alla luce altrove, non solo dalla Puglia ma a volte anche dalla vicina Basilicata, soprattutto dal limitrofo versante materano.

Il racconto  letto sul nostro profilo Facebook  LamammadiBibi  (amica dei bimbi e anche  del professor Laforgia) ci ha molto colpiti: offre veramente diversi spunti di riflessione.  Questa volta i bimbi – in questo caso i neonati – si collocano sullo sfondo: protagonisti sono  “medici in prima linea” del Policlinico. Tralasciando – seppur di vitale importanza- il dibattito su dove sta andando la sanità, quali mezzi offre a tutti gli operatori sanitari ( la coperta è sempre più corta)  l’aspetto de racconto che vogliamo portare alla vostra attenzione mette  al centro la maleducazione. Purtroppo, specchio dei nostri tempi. Le pretese che non si fermano davanti a nulla: al lavoro di medici impegnati a curare, guarire, salvare piccole vite umane. Davanti al regalo più grande: la nascita di un figlio.

Nel tempio dei nuovi nati, purtroppo, prevalgono meschini sentimenti di razzismo, pregiudizi, ignoranza, sopraffazione: difficile farsene una ragione. Ecco cosa ha scritto il professor Laforgia.

Il professor Nicola Laforgia

di NICOLA LAFORGIA  (Direttore Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Bari)

Sto parlando con genitori di neonati gravi, quando mi avvisano che fuori dalla porta del reparto c’è una donna che urla. Esco. Una “signora” sbraita come un’ossessa, minaccia di spaccare tutto, perché il suo nipotino non è ancora in stanza dalla sua mamma.

Ha creato uno speaker’s corner e illustra le nostre malefatte al pubblico, fatto di genitori che aspettano pazientemente di entrare in reparto, per i loro bambini malati, alcuni gravi. Sicuramente, in pizzeria, avrebbe aspettato il suo turno in silenzio, magari abbottandosi di “ciccio” (come dimostra il fisico tutt’altro che slanciato), ma qui in ospedale pretende tutto e subito, non gliene può fregare di meno se il personale è impegnato, magari con questioni di maggiore urgenza.

Provo a parlarle, convinto che l’autorità che ricopro l’avrebbe indotta a più miti atteggiamenti. Grande successo! La “signora” vuole spaccare tutto, mi accusa di essere razzista perché lei è rumena e mi svela che sa benissimo che noi tratteniamo il neonato, perché facciamo sperimentazioni sui cervelli dei rumeni, concludendo che chiamerà il marito da Bitonto per mettermi a posto.

Ovviamente, chiamo la polizia e raggiungiamo la leggiadra signora nella stanza della mamma. dove troviamo, in 8-9 mq: la puerpera, il marito (muto e panciuto che in italo-rumeno mi chiede “quante chila va bimbo”), una zia (?), quattro (dico quattro) bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni tutti intorno al neonato. Lei, la “signora” è ormai placata e soddisfatta.

Tutti, oltre che consumare tutto il poco ossigeno disponibile in stanza, guardano preoccupati il neonato perchè ha un cerotto sul tallone, dove è stato punto per controllo della glicemia. “Ecco vede, voi fare cose a bimbo!” “cosa fatto?” “io denuncio” dice l’obesa agli attoniti poliziotti. Sono sconfitto. Ero andato per ragionare di educazione, di regole, per provare a spiegare come lavoriamo e cosa facciamo. Ma l’uno-due di “chila” e di “denuncia” mi ha steso. Esco dalla stanza, non ho più argomenti, mi allontano sentendo il poliziotto che prova a spiegare l’eziopatogenesi dell’ipoglicemia. Penso sarà tutto chiaro, quando, girando l’angolo del corridoio, vedrò il cartello di “scherzi a parte”.

Invece, incoccio, nella stanza di fronte, alcuni “indigeni”, pantaloncini corti e zoccoletti, tatuaggi vari e canottiere, che mi bloccano perché la figlia, dopo cesareo, è in una stanza con una negra! “Dottore, ma vi pare normale?”, mi dice una elegantissima teenager con maglietta sovra ombelicale e tatuaggio iuxta ascellare di ideogramma cinese. Mentre sto per appiccicarla al muro, arriva il nonno della puerpera: catenazza d’oro massiccio, zoccoli dottor Scholl’s e completo casacca e pantaloncini a quadroni sulle tonalità del verde: “e com’è, devono usare gli stessi bagni nostri?”. “Dottore voi ci capite, noi non siamo razzisti e non è che vogliamo cacciare a questa qua, ma almeno spostate a mia figlia”. Sono andato via, senza parlare. Avranno pensato (??) che sono maleducato. Ma stavo recitando a memoria Ezechiele 25:17, immaginando di trasformarmi in Samuel L. Jackson.

redazione

Siamo giornalisti ma siamo soprattutto genitori. Siamo di Bari, Potenza, Roma, Cosenza e accomunati da un unico desiderio: fare informazione tematica per scuole, associazioni del sociale e del no profit e famiglie con bambini da 0 a 14 anni, Bibi è la mascotte della nostra webcommunity che ha molto a cuore le città a misura di bambini. Le città a misura di famiglie. Ma ci sono?

18 commenti

    • Ci vogliono veramente i nervi saldissimi in certe situazioni! Ma quel che a Bibi ha fatto rabbrividire di più è la famiglia schierata nel chiedere l'allontanamento dalla "negra": ma si può tollerare un'idiozia del genere? Per non parlare delle accuse "marziane" sugli esperimenti sui bimbi rumeni. Veramente un copione degno di "Scherzi a parte". Peccato che tutto era vero!

    • Ci vogliono veramente i nervi saldissimi in certe situazioni! Ma quel che a Bibi ha fatto rabbrividire di più è la famiglia schierata nel chiedere l'allontanamento dalla "negra": ma si può tollerare un'idiozia del genere? Per non parlare delle accuse "marziane" sugli esperimenti sui bimbi rumeni. Veramente un copione degno di "Scherzi a parte". Peccato che tutto era vero!

  1. Fantastico ……………………eccezionale questo è il clima vero degli ospedali ..complienti!!!!!!!!!!!

  2. mia figlia è stata in neonatologia per un mese e il prof laforgia è sempre stato disponibile e sopratutto trasmette speranza… molto importante nel reparto che dirige. purtropo questo clima di pretesa a suon di spacco tutto non esiste solo negli ospedali…molto spesso accade che se non vuoi prendere mazzat devi soccombere a questi maledetti prepotenti. concludo con un elgio per la citazione del brano biblico di Ezechiele.

  3. mia figlia ora ha tre anni e per fortuna sta bene. secondo me, come già detto in n altro post…non mi ricordo quale, c'è carenza di polizia e forze dell'ordine in ospedale per esempio dovrebbero strare in pianta stabile nei reparti tipo ginecologia e neonatologia, ma secondo me dovrebbero stare anche alla pineta di san francesco che è in continuo degrado, al parco due giugno, a pane e pomodoro…insomma nei posti di maggior raduno. in questi luoghi che ho appena citato i vigili passano una volta con la m oto e chi si è visto si è visto! a pane e pomodoro gli incivili buttano le cicce delle sigarette nella sabbia e se li ripendi ti menano…e i mei figli in quale spiaggia con la sabbia li posso portare allora?

    • Manuella Monno

      @ DANIELA LARICCHIUTA CERTO, TUA FIGLIA ORA è PICCOLA E TU CERCHI DI PROTEGGERLA… DALLE CICCHE, DAI VETRI CHE MAGARI CI SARANNO NELLA SABBIA DI SPIAGGE POCO CURATE…. MA TRA UN BATTIBALENO, CREDIMI, DIVENTERà GRANDE, E COME HO FATTO IO IERI X LA PRIMA VOLTA, CON MIO FIGLIO DI 14 ANNI, DOVRAI MANDARLA DA SOLA…. IERI L'HO MANDATO, COME DICEVO, PER LA PRIMA VOLTA DA SOLO A GIOCARE AL PARCO 2 GIUGNO… CON UNA VECCHIA VESPETTA 50 DI POCO VALORE…. BENE ALL'USCITA, LA MOTO ERA SPARITA! NON TI POSSO DESCRIVERE LO STATO D'ANIMO DEL RAGAZZO… MORTIFICATO, ARRABBIATO, INCAPACE ALLA RASSEGNAZIONE PERCHè A QUELL'ETà VORRESTI SPACCARE LA FACCIA A TUTTI….. MA CHE RAZZA DI CITTà è QUESTA? NIENTE POLIZIA, GENTE OMERTOSA CHE SI GIRA DALL'ALTRA PARTE E TUTTI CHE FANNO I CAVOLI LORO, BASTA SOLO VEDERE COME GUIDANO, NON ESISTE UN SEMAFORO ROSSO O LE STRISCE PEDONALI…. E COME DICI TU, MAISIA PROVI A DIRE UNA PAROLA , RISCHI ANCHE LE BOTTE…. E IL SINDACO SE NE FREGA DI TUTTI NOI !

    • manuela non oso nemmeno immaginare la frustazione di tuo figlio. io ho pensato che forse dovremmo riunirci in un comitato dei cittadini e fare in modo che vengano rispettati i nostri diritti. a volte credimi rimpiango di essere tornata a bari, abitavo in veneto, e in alcuni momenti spero che i miei figli quando saranno grandi si trasferiscano all'estero.

    • Manuella Monno

      Daniela Laricchiuta credo che tu rimpiangerai più di una volta il tuo ritorno qui…. capisco la nostalgia della propria terra quando si è lontani… però se poi la qualità della vita deve essere questa, sceglierei la lontananza! vedi, anche il racconto del Prof. Laforgia, è vero e racconta realmente quello che accade da SEMPRE in quel reparto…. ma chi le fà entrare queste persone, a tutte le ore, e in tanti tutti in una stanza? e i minori di 14 anni che da sempre nell'androne c'è il cartello che non possono salire? loro stessi che ci lavorano! e non perchè 'non li ferma nessuno' ( perchè se avessero voluto avrebbero messo una guardia giurata all'ingresso, e vedi se poi non si placavano) ma perchè tra il personale (tutto) c'è chi approfitta della confusione e della sciattaggine del reparto per svignarsela, sparire a fare i fatti propri, e magari poi sono sempre gli stessi dipendenti di coscienza che restano da soli con un reparto intero sulle spalle! ma ora c'è la crisi e la guardia non si può mettere…. quindi si continua così…. quelle persone ci saranno sempre, non è che le possiamo mandare ad Oxford da un giorno all'altro…. e noi dobbiamo pregare di non finire mai in ospedale! ma si può vivere così? un comitato è una bella idea…..

  4. a me scandalizza che medici come il prof. Laforgia, davvero impegnati a salvare le vite in bilico dei nuovi nati, debbano sprecare energie con gli stupidi, di qualunque provenienza ed estrazione sociale

  5. saverio mineccia

    x nicola sei grande a bari sai chedicono sei c.alas ma non seui c. pigh.

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